Animali d’affezione sempre più protagonisti della vita delle persone e risorsa per il benessere individuale e sociale, ma ancora penalizzati da una diffusa carenza di cultura cinofila e dalla necessità di servizi più adeguati. Sono i temi emersi durante l’audizione in VI Commissione consiliare del presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino, Massimo Stramazzo. Nel suo intervento a Palazzo civico, Stramazzo ha sottolineato come il rapporto tra uomo e animale si sia rafforzato negli ultimi anni. Gli animali da compagnia rappresentano un importante sostegno affettivo, favoriscono l’attività fisica dei proprietari, incentivano la socializzazione e contribuiscono a contrastare isolamento e solitudine, con benefici anche per l’autostima e la qualità dell’invecchiamento. Accanto ai punti di forza, il presidente dell’Ordine ha evidenziato alcune criticità: aree cani spesso troppo piccole, poco attrezzate, prive di ombra e di punti acqua e talvolta non adeguatamente curate; insufficiente conoscenza delle esigenze degli animali; scarsa attenzione alla raccolta delle deiezioni; presenza di aree libere non sempre sicure e difficoltà nella gestione dei cani più impegnativi. A ciò si aggiunge la necessità di promuovere un maggiore rispetto reciproco tra proprietari di animali e cittadini, ad esempio rispetto al problema dei cani lasciati abbaiare in modo continuativo. Rispondendo alle domande dei consiglieri e della presidente della Commissione Amalia Santiangeli, Stramazzo ha ricordato che in alcuni Comuni viene utilizzata la mappatura del Dna delle deiezioni canine associata al microchip, pur ribadendo che il problema resta innanzitutto culturale. Ha inoltre sostenuto l’opportunità di rendere obbligatoria una formazione per i proprietari attraverso il patentino, oggi previsto in particolari situazioni, come nel caso di cani morsicatori. Nel corso dell’audizione è stato infine richiamato il lavoro preparatorio in corso per la nascita di un ambulatorio sociale veterinario, iniziativa che punta a rafforzare il sostegno alle persone in difficoltà economica e a promuovere una gestione più consapevole e responsabile degli animali d’affezione.
(Roberto Tartara)
