Una società accogliente: il lavoro come seconda possibilità

Offrire una concreta possibilità di reinserimento attraverso il lavoro, accompagnando le persone che stanno scontando una pena con misure alternative al carcere o che hanno concluso il percorso detentivo. È l’obiettivo del progetto Impresa Accogliente, promosso dall’associazione torinese La goccia di Lube, al centro dell’incontro “Per una società accogliente”, ospitato alla Caffetteria di Palazzo Reale, al quale ha partecipato la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.
Durante la serata sono stati presentati i risultati raggiunti nel 2026: delle quaranta persone prese in carico da gennaio, ventotto sono state coinvolte in diciassette nuovi inserimenti lavorativi, mentre otto percorsi tra tirocini e contratti sono stati rinnovati o trasformati e tre persone hanno intrapreso percorsi di formazione professionale. Sono diciannove le imprese e cooperative che hanno offerto opportunità, con una rete di oltre cinquanta realtà contattate sul territorio.
Un’esperienza che punta a colmare anche una lacuna normativa: la legge Smuraglia prevede incentivi per le imprese che assumono detenuti, ma non per chi offre un’opportunità a persone in misura alternativa. Concetto ripreso da Grippo nel suo intervento: ‘L’opera della Goccia di Lube ridà senso alla parola accoglienza, contribuisce a ragionare di responsabilità senza riferirsi soltanto alla colpa’ – ha sottolineato –; ‘Le istituzioni hanno bisogno del contributo di tutti per consentire alle aziende di poter dare una seconda possibilità agli ex carcerati’.
Alla serata coordinata dal presidente di Goccia di Lube Adriano Moraglio hanno partecipato per la Città anche la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Diletta Berardinelli, la vicesindaca Michela Favaro, il consigliere Vincenzo Camarda; è stata proposta la testimonianza dell’artista Santi Sindoni, ex detenuto, e la consegna delle targhe “Impresa Accogliente” a Primark, Samsic Italia e BE AM. Presentati infine i primi passi del progetto “Borse Lavoro”, dedicato alla memoria di Maria Teresa Pichetto.

(Roberto Tartara)